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3 Settembre 2021

Slow Fashion e consumo sostenibile

Slow Fashion” è un termine coniato nel 2007 da Kate Fletcher, attivista della sostenibilità nell’ambito del fashion, con l’idea di estendere il concetto di “slow food” anche al mondo della moda.

 

Per Slow Fashion si intende un insieme di abitudini di consumo responsabili e “lente” che riguardano sia la sostenibilità ambientale che quella sociale

Abbattere lo spreco di materia prima e porre freno allo sfruttamento umano nelle catene di produzione di massa sono solo alcuni dei fondamenti di questo modello di acquisto consapevole.

 

In una società come la nostra, in cui la spinta al consumismo è martellante, incoraggiata anche dal fenomeno del fast fashion e della moda usa e getta, approcciarsi a un consumo sostenibile può essere difficile, ma anche dei piccoli passi bastano per fare la differenza.

 

Ecco i nostri consigli!

  • No gli acquisti inutili

La prima cosa su cui è importante riflettere è che noi non abbiamo bisogno di tutto ciò che compriamo

La necessità di inseguire l’ultima tendenza molto spesso ci porta ad accumulare una gran quantità di oggetti che non ci servono e che quasi sicuramente finiranno a prendere polvere in un angolo dell’armadio. Cominciare a fare una distinzione tra il necessario e il superfluo è il primo modo per entrare nel meccanismo dello slow fashion.

  • Qualità al posto della quantità

La qualità dei materiali e della fattura aumenta il ciclo di vita di un prodotto. Acquistare un prodotto di alta qualità può sicuramente comportare una spesa maggiore, la quale però verrà ripagata nel tempo, dato che molti prodotti artigianali con le giuste cure possono durare e rimanere con voi una vita intera.

È importante prediligere l’acquisto da artigiani e produttori locali, per poter tenere sott’occhio non solo la sostenibilità ambientale del tuo armadio ma anche quella sociale. 

Inoltre conoscere la persona che ha dato vita al vostro abito o accessorio secondo noi è un grande valore aggiunto!

  • Il vintage e l’usato

Capita spesso di trovare capi in perfette condizioni in negozi vintage o dell’usato, magari rivenduti perché non più alla moda. Come sappiamo bene, però, la moda è ciclica, e prima o poi ciò che ora è considerato fuori moda tornerà a essere trendy. 

Allo stesso modo gli abiti che non desideriamo più possono essere fonte di ricchezza per qualcun altro. Non gettate gli abiti che non usate più ma rivendeteli nei mercatini dell’usato (sia fisici sia online) oppure donateli negli appositi punti raccolta, dove verranno smistati e destinati al riutilizzo o al recupero della materia prima.

 

  • Nuova vita a vestiti e accessori

Una pratica molto in voga ultimamente è quella di riformare i vestiti: non solo ripararli o aggiustarli ma far cambiare loro faccia tramite interventi più drastici come l’applicazione di stampe, l’alterazione del modello o la combinazione di più pezzi d’abbigliamento.

Le persone più creative potranno sperimentare con questa forma d’arte, altrimenti potrete affidarvi ad artisti della sartoria e del design, che vi aiuteranno a trovare la soluzione migliore per dare nuova vita ai vostri capi.

 

Seguiteci su Tremotino e iscrivetevi alla nostra newsletter per restare aggiornati sui nostri artigiani e le nostre proposte “slow”, rivoluzionando il vostro modo di vivere lo shopping! 

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cashmere

Il cashmere è un filato di pregio ottenuto a partire dalla lavorazione dei peli della Capra Hircus. Risulta più morbido e caldo della lana di pecora ed è isotermico, in quanto la Capra Hircus vive in regioni dell’Himalaya dove le temperature invernali sono estremamente rigide. Risulta piacevole al contatto con la pelle e permette la termoregolazione del corpo, e per questo è un filato perfetto per cappotti, maglioni e accessori per la stagione più fredda.

Come lavarlo

Il cashmere è una fibra viva, pertanto si rigenera col lavaggio. È possibile lavare il cashmere a mano in una bacinella con acqua tiepida e detersivo delicato per lana, o in alternativa con dello shampoo neutro. Procedi immergendo un capo per volta per evitare il trasferimento di colori. Assicurati che il capo assorba l’acqua e in seguito massaggialo delicatamente, senza strofinare con eccessivo vigore. Sciacqua con abbondante acqua tiepida. In alternativa al lavaggio a mano il cashmere può essere lavato in lavatrice con un programma per delicati a temperature non superiori a 30°C, avendo cura di lavare il capo al rovescio. Non eseguire centrifuga.

Come asciugarlo

Asciuga i capi in cashmere stendendoli in posizione orizzontale sopra un asciugamano asciutto per evitare deformazioni. Non esporli alla luce diretta del sole e tienili lontani da fonti di calore. Per essere protetti al meglio tra un utilizzo e l’altro i capi in cashmere vanno riposti, puliti e accompagnati da sacchettini antitarme, dentro buste protettive e in un luogo fresco e asciutto.

Cotone

Il cotone è un tessuto vegetale ottenuto tramite la lavorazione e la tessitura della bambagia, l’insieme di filamenti che proteggono i semi di una pianta arbustiva chiamata Gossypium. Il filo di cotone si presta a numerosi utilizzi: può essere tessuto a telaio dando vita a prodotti quali la tela o il denim, oppure impiegato per realizzare tessuti di maglieria quali la maglina. È una fibra morbida ma anelastica, con un’alta capacità di assorbimento, motivo per cui è largamente utilizzata nella produzione di capi d’abbigliamento estivi oltre che a lenzuola, biancheria intima e oggetti d’arredamento per la casa.

Come lavarlo

Il cotone non teme l’acqua, infatti può essere lavato a mano o in lavatrice a 60°C assicurandosi di impostare una centrifuga inferiore agli 800 giri per minimizzare il naturale restringimento del capo.

Come asciugarlo

Il cotone può essere asciugato sia in asciugatrice che all’aria aperta, tuttavia nel secondo caso è opportuno evitare di esporre il tessuto direttamente alla luce solare per evitare l’ingiallimento dei bianchi o l’opacizzazione dei colorati, preservando quindi la brillantezza del prodotto.